Lira: tutte le conseguenze del suo possibile ritorno

Lira: tutte le conseguenze del suo possibile ritorno

Cosa accadrebbe se l’Italia decidesse di tornare alla vecchia Lira?

Nonostante molte personalità di spicco e non continuino a parlare di questa possibilità, le conseguenze per noi non sarebbero positive come quelle del Regno Unito.

Le motivazioni?

Vediamole insieme.

Le conseguenze economiche e finanziarie del ritorno alla Lira

Produzione e distribuzione della lira

Il Regno Unito non ha mai abbandonato la sua sterlina che, anche dopo l’uscita dall’euro, ha mantenuto il suo forte potere d’acquisto.

La Lira noi l’abbiamo abbandonata 17 anni fa. Il primo problema sarebbe legato ai tempi e agli enormi costi da sostenere per sostituire l’euro; il secondo alla debolezza della Lira stessa.

Nel caso in cui la Banca d’Italia decidesse di aumentare la produzione della moneta il problema da combattere avrebbe un altro volto: quello dell’inflazione.

I risparmi ed il costo della vita

Chi ha deciso di affidare i propri soldi alle banche vedrebbe il frutto di tanti anni di fatica svalutarsi a causa del basso potere d’acquisto della nuova moneta. Il costo della vita invece aumenterebbe drasticamente, soprattutto per quanto riguarda i prodotti importati (petrolio ed elettricità che non siamo in grado di produrre da soli).

Non finisce qui perché ad aumentare sarebbero anche le rate dei mutui a causa della nuova rinegoziazione dei termini valutari tra le due diverse monete.

Addio sistema Target2

Sconosciuto da molti, questo metodo in realtà è fondamentale per noi perché è con questo che la BCE garantisce sulla solvibilità del denaro.

Per comprendere la sua entità però dobbiamo fare un passo indietro e spiegare il metodo con il quale avvengono i pagamenti all’interno dell’area euro. Pagamenti reali tra i singoli stati membri non esistono: questi vengono infatti consistono in una scrittura contabile di accredito/addebito del singolo stato presso la BCE.

Ogni volta che un italiano acquista un fondo estero Bankitalia aumenta il suo debito presso la Banca Centrale Europea. Oggi, a causa dei molti deflussi di capitali verso l’estero il nostro debito ha toccato quota 426 miliardi di euro.

Dicendo addio al sistema Target2 saremmo costretti a pagare subito il nostro debito tanto oneroso.

BTP e rendimenti

Fuori dall’euro, con una moneta debole, l’Italia avrebbe ben poche garanzie da offrire ai propri investitori che troverebbero la propria sicurezza vendendo i propri BTP in tempo lampo al miglior offerente.

I rendimenti si alzerebbero, innalzando così anche il rischio legato all’acquisizione dei titoli di stato stessi.

Chi troverebbe il coraggio di investire nei nostri titoli di Stato?

Perché l’uscita dell’Italia dall’euro non sarebbe uguale alla brexit

La Brexit stà avendo risvolti positivi per il Regno Unito ma non vi illudete, non sarebbe lo stesso per noi.

Le motivazioni?

Una moneta con scarso potere d’acquisto da produrre da zero, un debito verso la BCE di 246 miliardi (quello del Regno Unito era pari al 28%) ed un rapporto tra debito/Pil del 133% (nel Regno Unito era dell’89%).

Un Italia senza euro? Le prospettive non sembrano delle migliori.

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