Le criptovalute e l’assalto dei giovani milionari

Le criptovalute e l’assalto dei giovani milionari

Le monete digitali hanno da sempre creato molto disaccordo tra la popolazione; c’è chi questa situazione l’ha già vissuta e si è già scottato e chi, al contrario, è fortemente convinto delle potenzialità delle criptovalute.

Il World Wealth Report 2018 della società di consulenza Capgemini ha fatto una curiosa scoperta a proposito.

Nel 2018 le criptomonete sono state prese d’assalto soprattutto da giovani milionari che hanno dichiarato di apprezzare soprattutto il loro elevato potenziale di generare rendimenti e la loro capacità di riservare valore.

Il world wealth report 2018 ed i suoi risultati

Arrivato alla sua ventiduesima edizione, il World Wealth Report di Capgemini prende in considerazione patrimonio e condizioni economiche degli High Net Worth Individual (HNWI).

Analizzando i modelli comportamentali di investimento di 2.600 HNWI provenienti da 19 mercati differenti il report del 2018 ha evidenziato un’elevato interesse verso le criptovalute da parte di una determinata categoria di persone: i giovani milionari.

Il campione interessato a fare investimenti in criptovalute infatti ha per il 70% meno di 40 anni e per il 13% più di 60 anni.

Dal punto di vista degli interessi invece spiccano tre dati: il 29% dei milionari è fortemente interessato al settore, il 27% presenta solo un interesse generale ed il 60% delle persone incuriosite si trova in America del Sud.

Criptovalute e banche: un rapporto di amore e odio

Quello tra le criptovalute e le banche è sempre stato un rapporto molto complicato.

Alcune Banche come la BRI (Banca dei regolamenti internazionale) ha recentemento dichiarato guerra alla criptomonete; altre come  la Goldman Sachs ha cambiato idea a causa delle continue pressioni ricevute dai clienti.

Dopo un’iniziale apertura la Goldman Sachs è addirittura arrivata ad ipotizzare un futuro in cui le criptovalute andranno a sostituire le monete caratacee.

Questa soluzione sembra ancora lontana, soprattutto a causa dell’opposizione delle principali banche internazionali ma chissà cosa succederà.

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