La Cina blocca i Bitcoin, il Giappone e Dubai ne producono di nuovi

La Cina blocca i Bitcoin, il Giappone e Dubai ne producono di nuovi

C’è chi ancora non si fida molto e chi si è affidato a loro già da molto tempo. Sicuramente le criptomonete sono una grande innovazione tecnologica.

Era il 2009 e nascevano i Bitcoin, una moneta elettronica che non necessita di un ente centrale perché utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che registrano le transazioni e sfruttano la criptografia per generare nuove motene che prendono il nome di bitcoin.

Il trasferimento avviene in modo anonimo ed i trasferimenti, non avendo un’autorità al suo comando, possono essere bloccati da chiunque, sequestrati in caso di mancata chiave e svalutati in caso di immissione di una nuova moneta.

Ciò che spaventa le persone più timorose è il fatto che il valore dei bitcoin non può essere controllato proprio perché non è presente un ente che controlla la sua creazione.

La piattaforma più utilizzata per la loro circolazione è la coinbase, creata da una startup californiana.

Recentemente il mercato delle criptovalute è stato scosso da alcuni avvenimenti, primo tra tutti il suo veto in Cina.

La banca centrale cinese infatti ha deciso di rendere illegale l’utilizzo di bitcoin per raccogliere fondi ed hanno fermato tutte quelle già esistenti. Questo veto non riguarda tanto i bitcoin ma le sottocategorie, usate come forma di finanziamento di attività.

Di pensiero opposto invece sono la maggior parte dei paesi del mondo come Russia e Svizzera che stanno lavorando per favorire il loro utilizzo.

In questi giorni sono nate due nuove criptomonete: la Money Trade Coin e la J Coin.

La prima è stata creata negli Emirati Arabi ed ha l’obiettivo di essere la “Criptovaluta della nuova era” ed essere sempre nelle prime posizioni nell’ambito dell’innovazione tecnologica, la seconda è stata ideata in Giappone in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo del 2020 con lo scopo di contrastare il servizio di pagamenti via smartphone ideato dalla compagnia Cinese Alibaba. La J Coin infatti dovrebbe essere utilizzata proprio per la stessa finalità, sarà convertita in yen sulla base uno per uno e per usarla basterà scaricare un’app ed utilizzare un codice QR da scannerizzare nei negozi.

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