crollo dei titoli tecnologici

Crollo dei titoli tecnologici : borsa spiazzata

Disastro per i mercati oggi. Il crollo dei titoli tecnologici innescato nelle scorso venerdì a Goldman Sachs ha orientato al ribasso tutti i titoli europei.

Le anali sul Nasdaq preannunciano un’altra seduta pesante per gli indici tecnologici statunitensi dopo venerdì.

Crollo dei titoli tecnologici : le conseguenze europee

A metà giornata Parigi, Francoforte e Madrid ribassano di 1 punto percentule mentre Milano limita i danni.

Ubi Banca traina la borsa italiana dopo il primo giorno dell’aumento di capitale da 400 milioni in vista dell’integrazione di Popolare Etruria, Banche Marche e Carichieti.

Asta dei BoT, nuovi minimi storici

Nuovo minimo per il rendimento dei BoT, -0,35%.

Battuto il minimo di -0,30%, la domanda comunque discreta, pari a 10,291 miliardi, seppur leggermente in calo rispetto agli ultimi collocamenti.

Acquisti petroliferi italiani

I petroliferi invece vanno forti, in particolare Saipem, Eni e Tenaris. Il barile è tornato a 46 dollari al barile a New York e 49 a Londra.

Oltre agli acquisti favoriti dal recupero del greggio, a influenzare questa risalita i dati sulle trivellazioni americane. Registrato un più 4% dei siti attivi rispetto alla scorsa settimana.

Banca Carige ai minimi, caos interno

Nuovo calo del titolo Carige dopo la sfiducia del CDA all’amministratore Guido Bastianini. Il titolo torna ad avvicinarsi ai minimi storici di 0,2 euro toccati scorsa settimana.

La sfiducia al manager è il risultato di una lunga discussione in consiglio ed è stata seguita dalle indiscrezioni su possibili dimissioni di alcuni consiglieri contrari.

Il nuovo Amministratore sarà individuato in pochi giorni. Al di là delle cariche gli operatori guardano alle operazioni di ristrutturazione con un aumento di capitale.

Probabilmente l’aumento non sarà limitato ai 450 milioni previsti. L’iniezione sarà all’incirca di 600 milioni di euro.

Il petrolio finalmente si rialza dopo cinque settimane

Il petrolio finalmente si rialza dai minimi delle ultime cinque settimane. La quota più bassa è stata toccata venerdì a 47,4 dollari al barile per il Brent e 45,2 per il west texas intermediate.

Sotto i riflettori la produzione in Libia che avrebbe toccato i massimi da due anni e mezzo la scorsa settimana e in Nigeria vista la produzione nel campo di Forcado.

L’euro finalmente torna sopra a quota 1,12 sul dollaro.

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